“Amleto”
Shakespeare
Al di là delle molteplici e svariate interpretazioni del suo essere io considero Amleto il grande retore, presuntuoso e polemico compositore di sinfonie verbali. Amleto è il principe di Danimarca. La commedia racconta le vicende della famiglia reale e della sua corte. Inizia con la morte del re, padre di Amleto, seguito dall’ immediato matrimonio della moglie con il fratello del re. Una notte mentre Marcello e Orazio sono di guardia appare lo spirito del defunto. I due, spaventati, decidono di raccontare l’ accaduto al loro signore, Amleto. La sera successiva anche il principe decide di stare di guardia e lo spirito appare nuovamente. Padre e figlio discutono in privato e il fantasma, informa il figlio di essere stato assassinato dal suo stesso fratello, che gli ha portato via, in una sola azione, la corona, la moglie e la vita. Amleto vuole vendetta e qui si ha il famoso dilemma amletico: ESSERE O NON ESSERE? Tutti conoscono questa celebre frase, ma essere o non essere cosa? Il dilemma di Amleto è, se sia giusto uccidere per vendetta, e quindi essere o non essere un assassino. Alla fine l’ amore per il padre e il desiderio di vendetta hanno la meglio sul valore di non uccidere e con la scena finale, nel duello fra Amleto e il fratello di Ofelia (una giovane ragazza di cui amleto era stato innamorato), muore tutta la famiglia reale, compreso Amleto. L’ unico a sopravvivere è Orazio, a cui Amleto rivolge le sue ultime parole, chiedendogli di raccontare al popolo la tragedia accaduta alla corte di Danimarca.
Il racconto è una sceneggiatura ed è suddiviso in cinque atti.
Le vicende si svolgono in Danimarca al castello di Elsinore intorno al 1600. Amleto è un personaggio con un carattere davvero molto affascinante. È interessante, intelligente e razionale. È un romantico in anticipo e quindi un poeta. Ama scrivere commedie, ed è proprio con la rappresentazione di una commedia che ottiene la prova che veramente suo padre è stato assassinato.
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