Io e il mio strano rapporto con
la Natura.
la Natura.
Non amo la natura, certo, non la odio, ma mi è abbastanza indifferente.
Diciamo pure che non sono il tipo da gita estiva in montagna o da vita in campagna,
diciamo anche che non son quel genere di ragazza che vede un "cagnolino" o un "gattino" o un qualsiasi animaletto e gli si lancia addosso ad accarezzarlo urlando "che dolce, carino, tenero, bellino..." sinceramente di come si chiami l'esserino o di quanti anni abbia, non me ne può fregar di meno. Sembrerò un insensibile ma è quello che penso. Beh, forse a dirla così ho un po' esagerato, se c'è un animaletto molto carino e poco rumoroso un sorriso me lo si può anche strappare, ma niente di più. I panorami di boschi, cascate, prati fioriti, montagne innevate, tramonti magici... OVVIAMENTE li apprezzo, e potrei restare a pensare delle ore, bloccata con lo sguardo perso nel vuoto, ma vivere in posti desolati, persi nelle campagne e dimenticati dalla civiltà, non mi piacerebbe proprio.
Tralasciando le mie considerazioni, che durerebbero troppe pagine, devo ammettere che la giornata a Badia è stata divertente. Come al mio solito ero partita scettica, pensando di dover andare in un luogo che avrei probabilmente odiato. Invece mi sono divertita, con i cavalli.
I cavalli sono gli unici animali che in un modo o nell'altro mi hanno sempre un po' affascinato. Forse perchè a differenza di altri animali sono più imponenti e fanno la loro figura, perchè sono calmi e per quanto io adori il tram tram della vita di città un momento di calma, lontana dai rumori delle auto e dei bus, persa fra il verde, fa sempre bene. Forse sono anche influenzata dal fatto che il babbo avesse un bel cavallo, Pinolo, ma a quei tempi non c'ero ancora.
Fatto sta che per quanto in norma io abbia paura anche di un cagnetto un quarto di me, i cavalli, con i loro versi, i loro passi ritmati, i loro sguardi pacati e incuriositi, non mi hanno spaventato.
Certo, attraversare da sola la stalla buia, sotto gli occhi attenti di quegli animali intelligenti e gli improvvisi calci o versi da una parte o dall'altra, mette soggezione, ma in fondo è molto improbabile che un cancello non venga chiuso a dovere e quindi quasi impossibile vivere la scena da film che lo stallone imbizzarrito ti venga addosso di corsa.
A Badia è stato divertente vedere la puledrina di una sola settimana correre con la sue mamma sull'erba verde, gli hanno anche fatto delle foto, per qualche articolo o depliant, un po' meno divertente la puntura all'altra piccola cavallina, malata alle articolazioni.
Dopo passeggiata e doccia (ai cavalli, si intende) ci siamo dovuti mettere in marcia verso casa con sosta alla cascata, dove Lia ci ha fatto delle splendide foto.




