Cercai e trovai presto, le tre pietre tombali sul declivio vicino alla brughiera: quella di Cathrine, in mezzo, grigia e quasi sepolta dall'erica, quella di Edgar Linton abbellita soltanto dall'erba e dal muschio che vi salivano sopra, e quella di Heathcliff ancora nuda.
Indugiai tra quelle tombe, sotto quel cielo benigno, osservai le falene volare tra l'erica e le campanule, ascoltai il vento dolce soffiare tra l'erba; e mi chiesi come si potesse immaginare un sonno inquieto per chi dormiva in quella terra serena.
cime tempestose

domenica 30 maggio 2010



Io e il mio strano
rapporto con
la Natura.

Non amo la natura, certo, non la odio, ma mi è abbastanza indifferente.
Diciamo pure che non sono il tipo da gita estiva in montagna o da vita in campagna,
diciamo anche che non son quel genere di ragazza che vede un "cagnolino" o un "gattino" o un qualsiasi animaletto e gli si lancia addosso ad accarezzarlo urlando "che dolce, carino, tenero, bellino..." sinceramente di come si chiami l'esserino o di quanti anni abbia, non me ne può fregar di meno. Sembrerò un insensibile ma è quello che penso. Beh, forse a dirla così ho un po' esagerato, se c'è un animaletto molto carino e poco rumoroso un sorriso me lo si può anche strappare, ma niente di più. I panorami di boschi, cascate, prati fioriti, montagne innevate, tramonti magici... OVVIAMENTE li apprezzo, e potrei restare a pensare delle ore, bloccata con lo sguardo perso nel vuoto, ma vivere in posti desolati, persi nelle campagne e dimenticati dalla civiltà, non mi piacerebbe proprio.
Tralasciando le mie considerazioni, che durerebbero troppe pagine, devo ammettere che la giornata a Badia è stata divertente. Come al mio solito ero partita scettica, pensando di dover andare in un luogo che avrei probabilmente odiato. Invece mi sono divertita, con i cavalli.
I cavalli sono gli unici animali che in un modo o nell'altro mi hanno sempre un po' affascinato. Forse perchè a differenza di altri animali sono più imponenti e fanno la loro figura, perchè sono calmi e per quanto io adori il tram tram della vita di città un momento di calma, lontana dai rumori delle auto e dei bus, persa fra il verde, fa sempre bene. Forse sono anche influenzata dal fatto che il babbo avesse un bel cavallo, Pinolo, ma a quei tempi non c'ero ancora.
Fatto sta che per quanto in norma io abbia paura anche di un cagnetto un quarto di me, i cavalli, con i loro versi, i loro passi ritmati, i loro sguardi pacati e incuriositi, non mi hanno spaventato.
Certo, attraversare da sola la stalla buia, sotto gli occhi attenti di quegli animali intelligenti e gli improvvisi calci o versi da una parte o dall'altra, mette soggezione, ma in fondo è molto improbabile che un cancello non venga chiuso a dovere e quindi quasi impossibile vivere la scena da film che lo stallone imbizzarrito ti venga addosso di corsa.
A Badia è stato divertente vedere la puledrina di una sola settimana correre con la sue mamma sull'erba verde, gli hanno anche fatto delle foto, per qualche articolo o depliant, un po' meno divertente la puntura all'altra piccola cavallina, malata alle articolazioni.
Dopo passeggiata e doccia (ai cavalli, si intende) ci siamo dovuti mettere in marcia verso casa con sosta alla cascata, dove Lia ci ha fatto delle splendide foto.


domenica 16 maggio 2010

“Amleto”
Shakespeare


Al di là delle molteplici e svariate interpretazioni del suo essere io considero Amleto il grande retore, presuntuoso e polemico compositore di sinfonie verbali. Amleto è il principe di Danimarca. La commedia racconta le vicende della famiglia reale e della sua corte. Inizia con la morte del re, padre di Amleto, seguito dall’ immediato matrimonio della moglie con il fratello del re. Una notte mentre Marcello e Orazio sono di guardia appare lo spirito del defunto. I due, spaventati, decidono di raccontare l’ accaduto al loro signore, Amleto. La sera successiva anche il principe decide di stare di guardia e lo spirito appare nuovamente. Padre e figlio discutono in privato e il fantasma, informa il figlio di essere stato assassinato dal suo stesso fratello, che gli ha portato via, in una sola azione, la corona, la moglie e la vita. Amleto vuole vendetta e qui si ha il famoso dilemma amletico: ESSERE O NON ESSERE? Tutti conoscono questa celebre frase, ma essere o non essere cosa? Il dilemma di Amleto è, se sia giusto uccidere per vendetta, e quindi essere o non essere un assassino. Alla fine l’ amore per il padre e il desiderio di vendetta hanno la meglio sul valore di non uccidere e con la scena finale, nel duello fra Amleto e il fratello di Ofelia (una giovane ragazza di cui amleto era stato innamorato), muore tutta la famiglia reale, compreso Amleto. L’ unico a sopravvivere è Orazio, a cui Amleto rivolge le sue ultime parole, chiedendogli di raccontare al popolo la tragedia accaduta alla corte di Danimarca.
Il racconto è una sceneggiatura ed è suddiviso in cinque atti.
Le vicende si svolgono in Danimarca al castello di Elsinore intorno al 1600. Amleto è un personaggio con un carattere davvero molto affascinante. È interessante, intelligente e razionale. È un romantico in anticipo e quindi un poeta. Ama scrivere commedie, ed è proprio con la rappresentazione di una commedia che ottiene la prova che veramente suo padre è stato assassinato.
Cime tempestose
Di Emily Bronte


Cime tempestose è la storia dell’amore tormentato tra il burbero ed affascinante Heathcliff e la bella e fragile Cathrine.
La storia è narrata dalla governante Nelly, che racconta a Mr Lookwood, l’affittuario della casa della quale è la governante, la storia della famiglia Earnshaw e Linton. La storia di Nelly offre al lettore la possibilità di comprendere a fondo come la relazione fra Heathcliff e Catherine doveva avere ripercussioni di vasta portata per le loro famiglie ed i loro bambini. La passione di Heathcliff per Catherine è così fosca e sinistra da farlo giungere alla distruzione della felicità degli Earnshaw e dei Linton solo per dispetto.
Nelly ricorda che Cathrine, una sera, le confida che sta prendendo in considerazione l’ipotesi di sposare un ricco giovanotto di Gimmerton, il paese vicino. La governante ed amica allora le fa notare che nel caso prendesse marito dovrebbe separarsi dai suoi fratelli, e quindi da Heathcliff. Quando Cathrine dice che sposare Heathcliff la umilierebbe troppo il ragazzo la sente e scappa. Poco dopo spiega che ama Heathcliff, che non si potrebbe mai separare da lui e, in una delle frasi più famose del libro, dice:
“se ogni altra creatura al mondo perisse, ma lui restasse, io continuerei ad esistere; e se ogni altra persona restasse a questo mondo, ma lui dovesse essere annientato, l’universo si tramuterebbe per me in qualcosa di formidabilmente estraneo. Il mio amore per Linton è come il fogliame nei boschi: il tempo lo cambierà, ne sono consapevole, come l'inverno cambia gli alberi. Il mio amore per Heathcliff somiglia alle rocce eterne che stanno sotto quegli alberi: una fonte di piacere ben poco visibile, ma necessaria. Nelly, io sono Heathcliff”.
Purtroppo Heathcliff non riesce a sentire queste parole, perché è già fuggito, pensando di non essere all’ altezza della sorella.
Quando si scopre che Heathcliff è fuggito, in quella notte di tempesta, Cathrine lo rincorre, lo cerca nel bosco, resta sveglia ad aspettarlo in giardino, ammalandosi gravemente. Passa del tempo e Cathrine si fidanza con Edgar Linton, dopo tre anni i due si sposano, poi Heathcliff torna dopo aver accumulato un’enorme ricchezza. Paga i debiti di gioco di Hindley (il terzo fratello) e compra Cime Tempestose.
Quando rincontra Catherine, ormai malata e in fin di vita, i due riescono finalmente a dichiararsi il loro amore infinito ed eterno. Poco dopo Cathrine muore e a comunicare la notizia a Heathcliff spetta a Nelly. Quando va da lui però si accorge che ha già capito e cerca di parlargli. Mentre la governante prega perché la bambina che ha visto crescere possa andare in paradiso e avere un riposo tranquillo Heathcliff sbatte la testa contro un albero fino a sanguinare, il suo viso è rigato da lacrime di rabbia e fra il disgusto per tutto ciò che è successo urla imprechi contro il cielo e contro l’amata, sfidandola a tormentarlo per sempre come gli assassinati tormentano i loro assassini.
Intanto si era sposato con Isabella Linton che fugge subito dopo il funerale di Catherine, dando alla luce un bambino, Linton. Nello stesso periodo Hindley muore, e Heathcliff assume il controllo definitivo di Cime Tempestose. Alla morte di Isabella prende con sé Linton, suo figlio. Quindici o sedici anni dopo Cathy Linton, figlia di Cathrine e Edgar, visita casualmente Cime tempestose dove incontra Linton ed Hareton. Prova subito simpatia per il primo, nonostante sia malaticcio e viziato e disprezza il secondo, abbrutito e ignorante. Heathcliff fa di tutto per favorire l'unione tra Linton e Cathy poiché alla morte di Edgar Linton, che sembra ormai prossima, Trushcross Grange passerebbe a Linton. Poco dopo il matrimonio tra i due, muore Edgar Linton, padre di Cathy, seguito a poca distanza da Linton figlio di Heathcliff (il quale mostra di non provare alcun dolore per la perdita del figlio, che anzi ha sempre disprezzato). Heathcliff diventa il padrone assoluto non solo di Cime Tempestose ma anche di Thrushcross Grange.
Qui termina il racconto di Nelly Dean. Mr Loockwood parte allora per Londra. Sette mesi dopo ritorna ma non trova Nelly a Thrushcross Grange bensì a Cime Tempestose. Si fa raccontare quindi l'ultima parte della storia.
Hareton, innamorato di Cathy aveva cercato di imparare a leggere tuttavia Cathy si era fatta beffe di lui. Lentamente però, la loro avversione si era indebolita e presto tra i due era nato un sincero affetto.
Heathcliff che avrebbe potuto benissimo stroncare la loro relazione confessa a Nelly (che nel frattempo è arrivata a Cime Tempestose) di non aver più voglia e interesse a farlo. Egli appare infatti sempre più estraniato dal mondo circostante. A un certo punto sembra iniziare a vedere il fantasma di Catherine che si aggira per la casa e anela ad una riconciliazione spirituale fra loro. Poco dopo viene trovato morto nel suo letto. Viene sepolto con la sua amata Catherine. Cathy e Hareton decidono di sposarsi, mentre la narrazione si conclude con Lockwood che visita la tomba, incerto sui suoi sentimenti. Gli spiriti di Heathcliff e Catherine, finalmente liberi di amarsi, vagano per la brughiera tenendosi per mano.

mercoledì 12 maggio 2010

LA MODA

Ah, la moda, questa terribile piaga sociale, non è un fenomeno moderno, ma una follia collettiva che esiste da sempre. Aforismi a parte, una riflessione sul significato di moda e sulle sue degenerazioni è doverosa.
Come ogni altra manifestazione di natura così vasta da interessare larghe fasce di pubblico e generazioni di giovani e meno giovani, anche la moda, nella sua accezione semplice di ‘abbigliamento’, subisce variazioni a seconda del periodo storico ed è influenzata da tutta una serie infinita di possibilità e variabili: dalle scoperte del secolo alla casualità, dal clima al carisma di alcuni personaggi famosi. E Questo non accade solo nei tempi moderni: immaginiamo un elegante Giulio Cesare che sfoggia davanti al senato un nuovo modello di toga… Lascerà indifferenti i suoi pari? Oppure influenzerà il taglio del loro sarto?
Fino ad un certo punto della storia, la moda come rappresentazione di un certo gusto estetico ha avuto una sua ragione di essere, vestirsi bene d’altra parte fa parte del buon gusto. Poi qualcosa è sfuggita di mano a qualcuno e la moda ha superato il limite diventando ‘dittatrice’ del pensiero dei giovani. Ed eccoci alla follia collettiva e alla piaga sociale. Non più rappresentazione di un gusto estetico, più o meno bello, ma rappresentazione di un potere d’acquisto più o meno forte. Così ci siamo ritrovati incapaci di giudicare il bello disgiunto dal suo costo.
Diversa cosa è lo stile. ‘Non mi si confonda la moda con lo stile’ gridano all’unisono gli stilisti più pagati, che sulla ‘griffe’ hanno costruito imperi miliardari. Però è vero: lo stile ha un significato tutto suo e implica una certa personalità, di cui diventa quasi quasi sinonimo. Ma la personalità che deve venire alla luce è quella dello stilista del cuore? Speriamo di no e a questa opportunità viene incontro la moda low cost. In che modo? Beh, perché non è facile ottenere con poca spesa ciò che altri ottengono sborsando centinaia di Euro. Ed è qui che entra in gioco il vero, assoluto, totale buon gusto.
La persona che ha stile non necessita dell’ultima collezione, sa rendere attuale quella passata con pochi tocchi di saggezza. Con un unico consiglio dal Manuale del Giovane alla Moda: niente tarocchi. Meglio l’anonimato. L’anonimato è irreprensibile, sobrio, inattaccabile e soprattutto… inclassificabile.

martedì 11 maggio 2010

Vacanze studio. Bello il progetto, ma quanto ci costa!?
Viaggi all’estero fin dalla scuola media. Un esperienza più didattica o divertente?Pro e contro del progetto.


mio articolo pubblicato da FLYING, il giornalino per i ragazzi fatto dai ragazzi. sfogliabile online su --> http://www.sanmarinofixing.com/3DISSUE/FLYING/pageflip.html

Pronti, partenza, via. Dentro la valigia il dizionario e un sogno: saper parlare inglese. Saper parlare una lingua straniera è diventata sempre più una necessità. Oggi si viaggia con più facilità e molto più che un tempo e quindi le persone desiderano muoversi sentendosi “cittadini del mondo”. E… “dove vai se l’inglese non lo sai?” Così anche le scuole si sono aggiornate e propongono vacanze studio. Le mete sono le nazioni europee nelle quali si parla la lingua studiata, Inghilterra, Francia, Germania e Spagna. Gli insegnanti si adoperano per incentivare le adesioni all’iniziativa, confidando nel fatto che i ragazzi potranno, con questa esperienza, migliorare nella materia. Gli alunni più bravi ed interessati possono partecipare, non senza però, gravi spese a carico. Oltre duemila euro, per due settimane all’estero. Tanti ragazzi vorrebbero fare questa esperienza ma pochi genitori acconsentono. I motivi della scarsa adesione sono molteplici. Alcuni si chiedono se sia veramente utile a livello didattico o se sia solo semplicemente una vacanza. Le due settimane all’interno del college, con le due o tre ore di lezione al mattino, non sono certamente risolutive all’apprendimento della lingua ed è forse questo il motivo principale per il quale molte persone decidono di non mandare i propri figli. Duemila euro, inoltre, sono una cifra piuttosto alta e sono uno dei principali motivi di rifiuto. Se le spese fossero minori, forse molti più ragazzi avrebbero la possibilità di vivere questa bella avventura; perché fondamentalmente il suo senso principale è questo: fare un’esperienza di vita all’estero con i propri compagni e gli insegnanti. Se poi si impara qualcosa tanto meglio.
Le vacanze studio sono molto più comuni nelle scuole superiori, dove i ragazzi sono più maturi e hanno già una maggiore padronanza della lingua. In questo caso, forse, le due settimane potrebbero avere un significato diverso, servire, cioè soprattutto per perfezionare e migliorare la pronuncia, comprendere particolari sfumature della lingua, come le frasi idiomatiche, ecc... In molte scuole, spesso nei licei linguistici e del perito turistico(PT), questi viaggi sono strutturati in modo diverso da quelli delle scuole medie. La differenza principale sta nell’alloggio che viene fornito da famiglie locali e i ragazzi vivono all’interno della famiglia, quindi con una full immersion più determinante.
I propositi sono buoni, sicuramente è un esperienza fantastica, ma per imparare una lingua straniera, il tempo previsto dal progetto è ancora troppo limitato e la spesa, purtroppo, ancora troppo onerosa.


Medie o superiori? Quand’è il momento più adatto per imparare l’inglese? Mensa internazionale e prof a portata di mano o casa, cibi e tradizioni tipiche? Una ragazza che ha fatto entrambe le esperienze, prima alle medie e poi alle superiori, recandosi in Inghilterra, ci spiega perché pensa sia meglio la vacanza progettata dalla scuola media.
- Quando sei in una famiglia Inglese,-dice Beatrice, -devi adattarti. Se non ti piace il cibo ‘tradizionale’, non mangi.- La cosa può essere fastidiosa quando sei da solo, in un’altra nazione e non conosci la città, la lingua e le persone. -Inoltre, nelle due settimane di vacanza con la scuola superiore, ho avuto la sfortuna di trovarmi malissimo con la signora che mi ospitava.-continua Beatrice- Ad esempio, se rientravamo (io e la mia amica) a casa alle otto, a causa di una visita che si era prolungata, del pullman che non era arrivato in orario, lei non ci dava da mangiare. “La cena è alle sette, se non ci siete per l’orario stabilito, non mangiate”.- la signora detta regole leggermente severe eh? -Nel college invece, si sta molto meglio,- conclude- i ragazzi stanno tutti insieme, se hai bisogno di qualcosa puoi contare sugli insegnanti e, per l’ aspetto del cibo, nel college c’è la mensa internazionale.-
Alla fine, tra costi e leggi severe, forse è meglio l’opzione scelta dai più: godersi l’estate al mare, senza complicarsi la vita più del necessario: L’inglese lo imparo sui banchi di scuola.